Sul disordine, Marie Kondo e l’arte del decluttering

Dalna Gualtieri

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ordine disordine marie Kondo

Il mio habitat è una scrivania in disordine.

Il mio desktop si riempie con velocità allarmante.

L’unico posto della mia casa che è e sarà sempre in disordine, è la mia scrivania. Nonostante io abbia letto Il Magico Potere del Riordino di Marie Kondo, che mi è stato utile in un periodo di crisi esistenziale delle mie facoltà di riordino – sempre state sotto livelli “accettabili” – è a dir poco franata dai tempi dell’asilo la mia abilità di mettere in ordine la scrivania.

Sulla mia scrivania potete infatti trovare contemporaneamente:

un gatto, libri di astronomia, pacchetti e pacchetti di chewing-gum, evidenziatori in quantità e un milione di penne nere che non scrivono. E tre lampade. Telefono, occhiali, stampante, agenda sono “inutili” supplementi del disordine che impera.

Sono per lo più stanca di riordinare, per questo il disordine lo preferisco all’ordine. Che poi, l’ordine è un soggettivismo grigio che rende stereotipati i comportamenti e le abitudini, è d’uopo sottolinearlo…

Disordine VS Marie Kondo

marie kondo libroIl libro, lo spunto che più mi ha aiutato nel rimescolare i miei pensieri per far spazio a un po’ d’ordine nella mia stanza, è stato senza dubbio “Il Magico Potere del Riordino” di Marie Kondo. 247 pagine di “lezioni” sul giusto metodo per ordinare, pulire, catalogare libri, oggetti etc… Con questo metodo ho eliminato circa 70 libri dalla mia personale biblioteca.

Marie Kondo nel suo libro spiega che per “eliminare” ciò che non serve bisogna toccare, e sentire l’essenza che emana un libro, un vestito, un oggetto.

Nel caso particolare dei vestiti, secondo la scrittrice giapponese, bisogna dispiegarli, stenderli su una superficie piana e piegarli, uno a uno, per ridar loro vitalità.

Nel caso dei libri – e ricordo l’operazione che feci – bisogna secondo Marie stendere tutti i libri a terra e uno a uno sfiorarli, toccarli. Se non emanano nessuna sensazione o sensazioni negative, è meglio riporre i libri – in uno scatolo, regalarli, donarli ad associazioni o al Mercatino dell’usato.

Io, da conservatrice di cose, ho preferito riporli in scatoloni, non si sa mai che io abbia bisogno proprio di quel libro che ho “eliminato”!

Cosa ho fatto dopo aver letto il “Magico Potere del Riordino” di Marie Kondo?

Ho messo in ordine la mia stanza. Con risultati notevoli: in una giornata ho messo a posto il “cassetto degli orrori” – che conteneva tutto ciò che non aveva una collocazione logica in altri luoghi -, ho sistemato l’armadio ed ho catalogato i libri dimezzando quasi la mia biblioteca personale.

Il risultato più rilevante, però, è stato quello che grazie a Marie Kondo, dopo un mese circa ho preso decisioni che mi hanno portato dove sono ora – cambiare città, per cominciare, è stata una di quelle. E dico grazie a Marie Kondo, perché senza quell’ordine in quella stanza, non avrei mai potuto riflettere su molti aspetti della mia vita: il fatto che fossi cambiata, per esempio, che non ero più una bambina – ho eliminato ogni traccia di peluches e pon pon colorati dalla mia stanza.

L’arte del decluttering

Eliminare il superfluo per giungere al nocciolo… non ci ricorda forse il movimento artistico dell’Impressionismo, oppure il più semplice potare le foglie secche, per far rinascere quelle verdi e nuove, cangianti e belle? Anche Michelangelo, nelle sue opere scolpiva “togliendo” materia per… giungere al nocciolo. Ma sono molti gli esempi: da Montale a Emilio Isgrò, a Picasso: “L’arte è l’eliminazione del superfluo”. Passiamo ai giorni nostri e vediamo come l’arte del riordino abbraccia una vera e propria “filosofia”, chiamata decluttering. Secondo il dizionario Garzanti questa è “la pratica di liberarsi degli oggetti vecchi o inutili“.

Ma al contrario di ciò che queste teorie sostengono, io non riesco proprio a liberarmi di alcune cose, come i libri, o i vecchi jeans (chissà perché, poi, proprio i jeans?).

E, appena avrò tempo e sentirò la necessità di rimescolare le mie convinzioni sul disordine, rileggerò sicuramente le pagine del libro “Il Magico Potere del Riordino”. Ma forse, non ne avrò bisogno, o forse sì…

E voi, riuscite a disfarvi del superfluo? Fatemelo sapere nei commenti! 🙂 

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